Il progetto europeo WinHealth, nato con l’obiettivo di studiare scientificamente le potenzialità dell’ambiente alpino e trasformarle in proposte turistiche capaci di mettere al centro la salute, la qualità della vita e il rapporto con il territorio, rappresenta una delle best practice del Programma Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020.

L’iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare in modo integrato le caratteristiche naturali dell’ambiente alpino — dalla qualità dell’aria all’altitudine, dal paesaggio all’esposizione solare — insieme al patrimonio culturale e alle opportunità offerte dallo sport e dalle attività all’aria aperta. L’obiettivo era sviluppare una nuova proposta di turismo della salute, orientata al recupero psicofisico, alla prevenzione e alla promozione di stili di vita sani e consapevoli.

Alla base di WinHealth vi è una visione della montagna come luogo da vivere con lentezza e consapevolezza: attraversare i boschi a passo tranquillo, respirare aria pulita, cercare la luce nelle giornate invernali, lasciare il telefono in tasca e riscoprire il valore del silenzio. Questa visione si inseriva in un momento in cui il cambiamento climatico stava già mettendo in discussione un modello di turismo invernale costruito per decenni attorno alla certezza della neve. Fin dall’origine, WinHealth ha quindi cercato di affrontare la necessità di diversificare l’offerta turistica non limitandosi a individuare alternative allo sci nei periodi di scarso innevamento, ma promuovendo un modo diverso di interpretare e vivere la montagna. Diversificare significava, infatti, riconoscere e valorizzare risorse disponibili indipendentemente dalla stagione sciistica: il paesaggio, i boschi, la qualità dell’aria, l’altitudine, la luce naturale, le attività all’aperto, il patrimonio culturale e, soprattutto, la relazione con i territori e le comunità locali. Elementi spesso considerati semplicemente come lo sfondo dell’esperienza turistica venivano così reinterpretati come vere e proprie risorse per il benessere e la salute.

In questo contesto prese forma WinHealth: un progetto finanziato nell’ambito del Programma Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020, che ha coinvolto otto partner italiani e austriaci e un’ampia rete di operatori, amministratori e stakeholder locali. L’obiettivo era trasformare le caratteristiche e le risorse dell’ambiente alpino in una proposta turistica innovativa, capace di coniugare benessere, attività fisica, prevenzione, qualità della vita e conoscenza del territorio.

Dalla montagna salutare alla salute in montagna

L’intuizione che frequentare la montagna potesse contribuire al benessere era antica. Partendo da questa consapevolezza, WinHealth ha studiato scientificamente i benefici delle attività outdoor e indoor e delle caratteristiche dell’ambiente alpino sul benessere fisico e mentale, con particolare attenzione all’attività invernale, i cui effetti sono stati verificati dalla Paracelsus Medical University di Salisburgo. I risultati di questo percorso di ricerca hanno trovato una concreta applicazione anche nello sviluppo di un’App – iQOLC – Intercultural Quality of Life Comic – che consente a chiunque di effettuare autonomamente e gratuitamente una propria autovalutazione della qualità della vita correlata alla salute.

Inoltre, in linea con la definizione di salute dell’OMS come “uno stato di benessere fisico, psichico e sociale e non solo di assenza di malattia”, il Progetto ha promosso l’attività fisica come strumento di prevenzione e cura, valorizzando il concetto di “prescrizione dell’esercizio fisico come terapia” (vedi anche ambulatorio di Medicina di Montagna dell’ASS 3 della Regione FVG).

La Carnia come laboratorio

È sul territorio che la ricerca di WinHealth ha trovato la sua applicazione più concreta. In Carnia, e in particolare nei Comuni di Sutrio, Arta Terme, Ravascletto e Ovaro, nell’area dello Zoncolan, il progetto ha coinvolto direttamente amministratori, operatori turistici e servizi alla persona. L’approccio adottato è stato quello della coprogettazione, attraverso il coinvolgimento diretto di coloro che vivono e operano sul territorio, con l’obiettivo di trasformare le risorse già disponibili in esperienze in grado di rispondere a una domanda turistica in continua evoluzione. Il percorso, guidato da esperti del settore, ha previsto un’analisi SWOT e l’esame dei principali flussi strategici — attività, profilo dei visitatori, strumenti e servizi, periodi di fruizione — facendo emergere, al contempo, la necessità di rafforzare la formazione degli operatori, sperimentare nuove modalità di marketing interno e di promozione congiunta, valorizzare i principi della new frugal e consolidare la governance della destinazione.

Da questo percorso nacquero quattro proposte: “Zoncolan – La SPA diffusa”, “Connessi, senza rete”, “Impara a respirare” e “Non di solo sci vive l’uomo”. Quattro titoli che raccontavano altrettanti modi di vivere la montagna in inverno. C’era l’idea del territorio come una grande SPA diffusa, nella quale natura, servizi e paesaggio concorrevano al benessere. C’era la possibilità di disconnettersi dalla rete per riconnettersi con se stessi, con gli altri e con l’ambiente. C’era il respiro, inteso come gesto semplice attraverso il quale rallentare e recuperare attenzione verso il proprio corpo. E c’era, infine, una montagna che non si esauriva nello sci e che proponeva attività ed esperienze anche a chi cercava un rapporto diverso con l’inverno.

In un mondo nel quale tutto sembrava chiedere velocità, la montagna poteva diventare uno spazio di decompressione. Una passeggiata nel bosco era movimento, ma anche tempo. Il silenzio sottraeva rumore alla quotidianità. La luce naturale dei mesi invernali diventava una risorsa preziosa e l’attività all’aperto favoriva l’esposizione alla luce solare e la sintesi della vitamina D, importante per la salute delle ossa. Erano elementi semplici, quasi ordinari per chi viveva la montagna. La novità stava nel metterli in relazione, leggerli attraverso la ricerca e trasformarli in un’esperienza turistica strutturata. La sfida diventava allora quella di trasformare la qualità dell’esperienza nel vero prodotto turistico. WinHealth ha accompagnato questo percorso con un piano di marketing e un modello di business, mettendo a disposizione degli operatori turistici le proposte sviluppate e creando le condizioni perché la diversificazione potesse diventare una concreta opportunità di sviluppo per imprese, operatori e comunità. A completamento del Progetto è stata sviluppata anche una campagna di comunicazione dedicata alle testate di settore: “Sarò al 100%”. Il claim metteva al centro il turista, protagonista consapevole delle proprie scelte, alla ricerca di autenticità e di un’esperienza capace di ricaricare energie e benessere. “Sarò” richiamava inoltre le iniziali delle quattro località coinvolte nel progetto – Sutrio, Arta Terme, Ravascletto e Ovaro – e quelle delle quattro dimensioni dell’offerta turistica: Sport, Acque termali, Ristorazione e Ospitalità. Il messaggio è stato pubblicato su diverse riviste a diffusione nazionale, tra cui Riza Psicosomatica, Montagne360, Stil’è e Meridiani Montagna – Speciale Outdoor.

di Elena Sandri