Andrea Membretti, Diventare montanari. Viaggio tra i nuovi abitanti delle terre alte, edizioni People, 155pp, 14 euro

Andrea Membretti, socio storico di Dislivelli, da alle stampe un manualetto agile e divertente con cui si cimenta nell’analisi del cambiamento degli stili dell’abitare nelle montagne del nostro paese, soffermandosi soprattutto sul fenomeno dei “nuovi montanari”, con una lente originale: quella delle classi sociali.

Tre mesi di permanenza a Crans Montana, nel Cantone svizzero del Vallese, gli permette di venire a contatto con quella che lui definisce upper class, i ricchi singoli o con famiglia, che preoccupati per come va il mondo si trasferiscono a vivere in resort di lusso in alta quota, senza però tagliare i ponti con la città, perché li, spiega l’autore, “batte sempre il cuore del capitale”. 

Segue poi il flusso di lavoratori, pensionati, giovani con alta formazione in cerca di futuro, e tutte quelle persone che in città “non resistono più” ma vedono la montagna come salvezza, nonché una “alternativa allo scivolamento verso il basso della scala sociale, verso il baratro”, sottolinea l’autore.

La middle class, i cosiddetti “Montanari per scelta”, come li ha battezzati Dislivelli, alcuni dei quali Membretti incontra nel 2022, nel corso dello svolgimento della “scuola di montagna” piemontese.

Infine la under class, i montanari per forza, che Membretti comincia ad analizzare a partire dal convegno del 2015 a Milano in Bicocca, organizzato da tra gli altri da Dislivelli, propedeutico all’importante ricerca condotta dalla nostra Associazione nel 2018  (M. Dematteis, A. Di Gioia, A. Membretti, Montanari per forza. Rifugiati e richiedenti asilo nella montagna italiana, Franco Angeli 2018), in cui si raccontava dell’accoglienza dei richiedenti asilo nelle valli alpine, analizzando alcuni casi di successo.

“Tre classi sociali, tre montagne”, spiega l’autore. “Quella della secessione dei ricchi, quella della reclusione dei miseri, e quella del tentativo di fugga di chi è rimasto in mezzo”. Ne viene fuori un mosaico di situazioni all’apparenza disomogenee che certo non sembrano agevolare i processi di neopopolamento raccontati dal recente Rapporto Montagne Italia dell’Uncem.

Maurizio Dematteis