Le conseguenze della crisi climatica si fanno sentire sempre più chiaramente, con gravi ripercussioni sulla salute: ondate di calore, siccità e incendi boschivi hanno caratterizzato l’estate del 2026 in Europa. Per il Nord Italia, la Francia, alcune zone della Germania meridionale, l’Austria, la Slovenia e la Svizzera è stata addirittura l’estate più calda dall’inizio delle rilevazioni, con temperature record in tutta l’area alpina. Il caldo rappresenta un forte stress per l’organismo e può causare problemi cardiovascolari, disidratazione, colpi di calore e un aumento dei decessi. Secondo i dati di EuroMono, in Europa sono morte oltre 30.000 persone a causa del caldo. L’aumento delle temperature favorisce, inoltre, la diffusione di malattie tropicali e subtropicali trasmesse dalle zanzare, come ad esempio la malaria o la febbre dengue. Mentre le giornate di neve e gelo diminuiscono complessivamente, i periodi di crescita delle piante si allungano e con essi anche la stagione delle allergie. Sono in aumento anche gli eventi meteorologici estremi come tempeste, valanghe, piogge intense con colate detritiche, frane e inondazioni. Questi eventi rappresentano un pericolo diretto per la vita e possono causare disturbi psichici quali stress, stati d’ansia e depressione. Per questo motivo, la tutela del clima è anche tutela della salute.
Per la dottoressa svizzera Bea Albermann una cosa è certa: «La crisi climatica è la più grave emergenza sanitaria del nostro tempo». Per questo motivo, secondo la Albermann, tutti dovrebbero trattarla come tale. Le condizioni del pianeta Terra, inteso come paziente, sono critiche e la febbre sta salendo. Tuttavia, invece di cadere in uno stato di paralisi da shock, occorre agire e prestare soccorso il più rapidamente possibile. Per salvare vite umane, non è necessario che tutti studino medicina, ma che tutti proteggano il clima. Ciò ha anche un effetto positivo sulla salute: andare in bicicletta invece che in auto, ad esempio, non solo riduce le emissioni e il rumore, ma previene anche gli infarti. Una dieta a base vegetale riduce le emissioni e, allo stesso tempo, il rischio di cancro. Dopo aver prestato i primi soccorsi, è importante cercare aiuto il più rapidamente possibile, perché ogni secondo è prezioso, secondo Albermann. Nel caso della crisi climatica, ciò significa unirsi ad altre persone e impegnarsi insieme per un cambiamento sostenibile.
Rendere le strade a misura di clima, considerare le aree urbane come spugne e ridurre le isole di calore: nelle Alpi esistono numerose iniziative e progetti che si impegnano a favore di una maggiore salute e della protezione del clima. La progettazione degli spazi urbani influenza la qualità della vita e il microclima, con ripercussioni sulla salute e sui comportamenti di mobilità della popolazione. Nel progetto KLuGE Strassen, ad esempio, i partner provenienti da Svizzera, Liechtenstein e Austria hanno sviluppato un nuovo metodo che tiene maggiormente conto degli aspetti ambientali e sanitari nella progettazione delle ristrutturazioni stradali. Gli spazi verdi naturali non solo possono attenuare il calore o le piogge intense, ma anche migliorare la qualità dell’aria e offrire spazio per l’attività fisica e il relax.
L’ufficio di urbanistica Prostorož ha invitato gli abitanti della capitale slovena, Lubiana, a votare i cosiddetti “hotspot”, ovvero i luoghi che in estate percepiscono come particolarmente caldi. L’analisi delle circa 700 risposte ha rivelato che, a causa del caldo, in estate le persone scelgono percorsi più lunghi, evitano determinati luoghi della città o utilizzano l’auto. Prostorož ha elaborato proposte di miglioramento e le ha presentate all’amministrazione comunale.
L’esempio di Villach, in Austria, mostra come tali risultati possano essere tradotti in misure concrete. Seguendo il principio di una spugna, la città ha piantato alberi lungo un asse di un chilometro e mezzo. Oggi questi alberi offrono ombra, rinfrescano l’ambiente circostante, assorbono sostanze inquinanti e CO2 e immagazzinano una grande quantità d’acqua. Affinché le loro radici trovassero spazio a sufficienza, strade e piazze sono state deimpermeabilizzate e il sottosuolo è stato arricchito con pietre, ghiaia e terriccio compostato. Gli alberi possono così interconnettersi sottoterra, seguendo il modello di una foresta. Progetti simili sono stati realizzati anche dalle città di Graz, Zurigo e Trento.
Il potere curativo delle Alpi
Oltre ai rischi per la salute derivanti dalla crisi climatica, la regione alpina offre anche un enorme potenziale in termini di benessere. «Le montagne hanno un effetto positivo sulla nostra salute», sostiene Arnulf Hartl dell’Università di Medicina Paracelsus di Salisburgo. L’attività fisica, come l’escursionismo o il ciclismo praticati a diverse altitudini, rafforza ad esempio il sistema immunitario e cardiovascolare e previene il mal di schiena e il diabete. Le passeggiate nella natura riducono gli ormoni dello stress e migliorano la qualità della vita.
Un clima stabile è il presupposto fondamentale per la vita e la salute dell’uomo sulla Terra. A tal fine sono necessarie sia misure di protezione del clima che di adattamento, per attenuare le conseguenze sulla salute umana. È fondamentale passare dall’impotenza all’azione. Il nostro obiettivo è preservare la prospettiva di un futuro sano per noi e per le Alpi come habitat naturale unico nel suo genere. A tal fine è necessaria la collaborazione interdisciplinare tra comuni, ONG, economia, politica e popolazione.
Maya Mathias-Seger & Michael Gams, CIPRA International, traduzione di Francesco Pastorelli
Ulteriori informazioni: https://www.cipra.org/it/pubblicazioni/alpinscena-n-111-alpi-sane-gente-sana?set_language=it









