Negli ultimi anni il rapporto tra ambiente naturale e salute ha assunto un ruolo sempre più rilevante nella ricerca scientifica e nelle politiche di promozione del benessere. Tra le pratiche che hanno attirato maggiore interesse vi è il forest bathing, conosciuto in Giappone come Shinrin-yoku, espressione che può essere tradotta come “bagno di foresta” o, più precisamente, “immersione nell’atmosfera della foresta”.
Il termine nasce in Giappone nei primi anni Ottanta, in un contesto nel quale l’elevata urbanizzazione e i ritmi di vita sempre più intensi avevano portato a interrogarsi sugli effetti dello stress sulla salute. Lo Shinrin-yoku propone un modo diverso di vivere il bosco: non una semplice escursione, né un’attività sportiva, ma un’esperienza di immersione consapevole nell’ambiente naturale, attraverso il rallentamento dei ritmi, la respirazione, il silenzio e il coinvolgimento dei cinque sensi.
Dalla sua origine giapponese, questa pratica si è progressivamente diffusa in numerosi Paesi, alimentando un crescente interesse della comunità scientifica. Le ricerche hanno preso in considerazione diversi indicatori fisiologici e psicologici, evidenziando possibili effetti favorevoli sulla riduzione dello stress, sulla frequenza cardiaca e sulla pressione arteriosa, oltre che sul tono dell’umore e sull’ansia. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2020 da Kotera, Richardson e Sheffield, che ha preso in esame 20 studi per un totale di 2257 partecipanti, ha rilevato effetti positivi del forest bathing sulla salute mentale, particolarmente evidenti per la sintomatologia ansiosa.
Particolarmente interessante è la ricerca sugli effetti del forest bathing sul cortisolo, uno dei principali biomarcatori dello stress. Una revisione sistematica e meta-analisi italiana di Antonelli, Barbieri e Donelli ha evidenziato una riduzione del cortisolo nella maggior parte degli studi considerati. Anche la pressione arteriosa è stata oggetto di una specifica revisione sistematica che ha rilevato valori medi inferiori dopo l’esposizione agli ambienti forestali rispetto agli ambienti non forestali.
Nel complesso, le evidenze disponibili suggeriscono che il contatto con gli ambienti naturali possa rappresentare una risorsa per la promozione della salute e del benessere psicofisico. Una successiva umbrella review italiana, che ha analizzato 16 revisioni sistematiche, ha indicato il forest bathing come pratica complementare potenzialmente utile per il benessere del corpo e della mente.
In questo ambito è utile distinguere il forest bathing dalla terapia forestale. Pur condividendo alcuni presupposti, quest’ultima si sta sviluppando in Italia come un approccio più strutturato, sostenuto da attività di ricerca e da criteri relativi alla qualificazione dei luoghi, alle caratteristiche ambientali, all’accessibilità e alla sicurezza. Un importante percorso è stato sviluppato dal CNR-Istituto per la BioEconomia in collaborazione con il Club Alpino Italiano, il CERFIT e altre istituzioni, con la pubblicazione di volumi dedicati alla Terapia Forestale e alla definizione delle cosiddette “stazioni di terapia forestale”.
È proprio all’interno di questa crescente attenzione alla relazione fra natura e salute che si colloca l’esperienza avviata nel Parco Naturale Regionale di Portofino a partire dal 2021. La particolare conformazione del territorio ha richiesto, nella fase iniziale, un’attenta ricognizione della rete sentieristica. Sono stati effettuati numerosi sopralluoghi con l’obiettivo di individuare gli itinerari più adatti, privilegiando percorsi con adeguate condizioni di sicurezza, dislivelli contenuti e un impegno fisico compatibile con la natura dell’esperienza, ed escludendo i tratti maggiormente impegnativi o esposti.
Le prime esperienze hanno permesso di sperimentare la pratica con gruppi diversi, comprendendo anche utenze specifiche (come quella organizzata per l’Ordine degli infermieri). Successivamente l’attività è stata progressivamente strutturata e inserita nella programmazione del Parco, arrivando a proporre indicativamente quattro appuntamenti ogni anno, distribuiti tra la primavera e l’inizio dell’estate e tra la fine dell’estate e l’autunno. Le esperienze proposte sono state studiate ponendo una particolare attenzione al momento dell’anno in cui venivano svolte, cercando di “sintonizzare” le sensazioni percepite individualmente dai partecipanti alle suggestioni che l’ambiente naturale proponeva in quel momento. Si è scelto anche di condividere con i partecipanti la regola di “Dis-connettersi” dalla tecnologia per la durata del percorso, così da potersi connettere più liberamente e con meno distrazioni con la natura e con i propri sensi.
Un elemento particolarmente significativo è rappresentato dal riscontro dei partecipanti. Le esperienze sono state accolte con grande interesse e partecipazione e hanno generato frequentemente sensazioni riferite di rilassamento, benessere, maggiore consapevolezza e desiderio di ripetere l’esperienza. Molti partecipanti hanno inoltre espresso gratitudine per la possibilità di vivere gratuitamente un’esperienza di questo tipo all’interno di un’area protetta di straordinario valore naturalistico.
Queste osservazioni, pur non potendo essere considerate equivalenti a una valutazione sperimentale dell’efficacia, rappresentano una testimonianza significativa dell’interesse e del valore percepito dai partecipanti.
L’esperienza di Portofino suggerisce così una prospettiva più ampia: i parchi naturali possono diventare luoghi privilegiati non soltanto per la conservazione della biodiversità e per l’educazione ambientale, ma anche per la promozione della salute. In una società caratterizzata da crescente urbanizzazione, sedentarietà e stress, offrire alle persone occasioni strutturate e sicure di contatto con la natura significa restituire valore a una relazione antica, oggi sostenuta da evidenze scientifiche.
La foresta, in questa prospettiva, non è soltanto uno spazio da attraversare. Può diventare uno spazio nel quale fermarsi, ascoltare, respirare e recuperare una dimensione di equilibrio tra persona e ambiente.
Alessandra Bruzzone
Riferimenti bibliografici
Kotera Y., Richardson M., Sheffield D. (2020), Effects of Shinrin-Yoku (Forest Bathing) and Nature Therapy on Mental Health: a Systematic Review and Meta-analysis, International Journal of Mental Health and Addiction.
Antonelli M., Barbieri G., Donelli D. (2019), Effects of forest bathing (shinrin-yoku) on levels of cortisol as a stress biomarker: a systematic review and meta-analysis, International Journal of Biometeorology, 63, 1117–1134.
Ideno Y. et al. (2017), Blood pressure-lowering effect of Shinrin-yoku (Forest bathing): a systematic review and meta-analysis, BMC Complementary and Alternative Medicine, 17, 409.
Antonelli M., Donelli D., Carlone L., Maggini V., Firenzuoli F., Bedeschi E. (2022), Effects of forest bathing (shinrin-yoku) on individual well-being: an umbrella review.
Meneguzzo F., Zabini F. (a cura di) (2022), Terapia Forestale 2, CNR Edizioni, in collaborazione con CAI.









