Cultura ibrida

10 gennaio 2020

Fin da quando ho iniziato ad occuparmi di Corpo Links Cluster, ho sentito l’esigenza di tenere un diario di quanto stavamo facendo. Di solito diffido di quei progetti che chiedono troppe parole per essere compresi, ma in questo caso il racconto poteva fare la differenza. Ho iniziato il mio diario e, fedele alla mia incostanza, l’ho presto abbandonato. Ora, l’occasione di questo intervento è preziosa per fermare nella memoria alcuni passaggi che sono stati tanto determinanti quanto gli interventi artistici che ne sono risultati.

Corpo Links Cluster inizia banalmente con tanti viaggi in macchina dalla città verso le valli di montagna, molti chilometri e molte ore in cui abbiamo imparato a conoscerci. Abbiamo parlato moltissimo e nei brevi silenzi, prendevano forse forma le prime idee.
Lungo quei chilometri ho imparato a conoscere Enrico Camanni, ho capito che cos’è Dislivelli ecc…
Così è iniziato il lavoro tra parole, silenzi, autostrada e soprattutto tanti incontri. Sindaci, amministratori, guide alpine, sportivi, associazioni, imprenditori grandi e piccoli, sognatori, scettici, entusiasti…. e abbiamo fatto incontrare la fragile umanità delle montagne con alcuni artisti. Abbiamo accompagnato Marco D’Agostin a Pragelato e da lì fino a Cuneo a conoscere Stefania Belmondo. Da questo incontro e con i bambini del Centro Olimpico dello Sci di Fondo è nato First Love, una piccola perla di teatro e movimento che da allora viaggia in tutto il mondo portando il respiro ombroso di una piccola località della Val Chisone.

A Bardonecchia Michele Di Stefano ha trascorso una settimana di residenza nel mese di maggio del 2018, nel periodo in cui la montagna è ancora infelice, tra inverno e estate, ancora bagnata e lontana dal sole. Poi è ritornato alla fine di luglio, beandosi del bel clima delle nostre Alpi. Abbiamo coinvolto Alberto Re che ci ha incantati con i suoi racconti e la sua gentilezza, ci ha guidati sulla Guglia Rossa, la prima gita di gruppo ufficiale del Gruppo CLC. Cresciuto dove la montagna si tuffa nel mare, sulla costiera amalfitana, Michele ha elaborato il suo pensiero sulla montagna. Con Orografia – protagonista proprio Alberto Re – ci ha fatti guardare al ricamo delle cime attorno a Melezet con un gioco di profondità fisiche e visive e con Parete Nord ha dipinto un quadro di notevole profondità. Le volute iperenergiche e ipercinetiche della prima parte dello spettacolo, la notte lunare del secondo raccontano un contrasto spirituale, un paesaggio interiore combattuto tra entusiasmo e inquietudine. La caduta finale di una valanga nera può essere metafora di una Natura sconfitta dall’uomo o dell’uomo sconfitto nella relazione con se stesso e la Natura.
A quel punto il progetto ha trovato la sua strada: fare della montagna tema e contenuto di elaborazione artistica attraverso il corpo e il movimento. Così si è partiti verso la nuova stagione con altri amici, Piergiorgio Milano, Marco Chenevier e Silvia Gribaudi.
Con Piergiorgio Milano abbiamo condiviso fin dall’inizio dubbi, temi, modi per affrontare il nostro e il suo lavoro. Abbiamo fatto riunioni, camminate, macchinate, dormito nei rifugi, elaborato ogni millesimo di pensiero ci potesse aiutare a sciogliere una matassa così contorta come mettere insieme la danza e la montagna. Alla fine si è deciso di lavorare sull’arrampicata e sono partiti gli allenamenti, i laboratori, gli incontri. Più volte Piergiorgio ha raggiunto a Courmayeur la guida alpina Anna Torretta che è diventata mentoring per ciò che riguardava elementi scenici, attrezzatura, esperienza ecc… Il viaggio fisico e mentale di Piergiorgio si è articolato in due esperienza diverse, una performance Au bout des doigts, su falesia in un doppio appuntamento in Francia e Italia, ad Avigliana e infine il palcoscenico con White Out, un’“opera di formazione” sull’alpinismo e le sue storie.
La serata ad Avigliana ha condensato tutta la magia che il teatro sa regalare: “era una notte buia e tempestosa”, le luci e la musica eseguita dal vivo hanno reso magica quella nicchia nascosta che è la palestra di roccia, luogo che condensa un bel pezzo di storia dell’alpinismo piemontese. Solo l’insistenza di una pioggia tanto attesa a rompere un’anomala calura estiva hanno fatto alzare le circa 400 persone accorse ad ammirare i movimenti eleganti dei danzatori sulla roccia. Poi con White Out Piergiorgio si è spinto dentro le pieghe delle storie e delle esperienze di montagna, un racconto che sublima letteratura, testimonianze, aforismi, desideri, protagonismi.
La montagna come ambiente, protettivo oppure ostile è il punto di partenza di Silvia Gribaudi che ha fatto di Prali in Val Germanasca una seconda casa. Il nostro primo viaggio insieme è stato con la neve che poi si è sciolta poi è ritornata ancora. Silvia ha vissuto Prali, ha condiviso il suo tempo con giovani e anziani, maestri di sci, guide, ristoratori, negozianti; ha incontrato la comunità valdese, ha fotografato l’ambiente come sfondo di un essere umano troppo surreale per esserne veramente parte; ha costruito un percorso coreografico riempiendo di vita la bellissima Conca dei 13 Laghi, ha fatto ballare l’intero paese in una festa che è stato rito civile di una comunità che si è raccontata con piccoli gesti e grande partecipazione. E mentre scriviamo stiamo progettando il seguito che, siamo sicuri, ci farà fare lunga strada da Prali verso il resto del mondo.
Con Marco Chenevier abbiamo cercato di capire come il gesto dello sci, così famigliare a chi vive in montagna e di montagna, abbia a che fare con le nostre esperienze della danza. La sensazione dell’estasi, della ricerca del Paradiso, ci dice Marco, dopo aver trascorso due settimane di residenza a Sestriere e incontrando per un laboratorio i giovani atleti dello Sci Club locale. E questo è il prossimo viaggio attraverso i sette cieli di dantesca ispirazione.
Tutto quanto si è raccontato in queste righe è partito dalla città, nelle due direzioni di Torino e Chambery e alla città è ritornato, diverso, costruito, mutato dallo sguardo degli artisti. Quello che abbiamo ricordato qui è solo un piccolo pezzo del nostro progetto, ma per noi è la parte del cuore.
Anna Cremonini

www.corpolinkscluster.eu

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