Camminar m’è dolce

6 marzo 2017

Da molto tempo ci impegniamo entrambi in Germania per la conservazione e un sviluppo sostenibile delle Valli di Lanzo in quanto territorio dotato di grande biodiversità e dalle molteplici possibilità di sviluppo economico e nel quale il rispetto dell’ambiente gioca un ruolo centrale.
Per questo motivo dalla Germania promuoviamo il turismo escursionistico, sostenibile dal punto di vista ambientale, dei camminatori d’oltralpe: già nel 1986 fu pubblicata la prima edizione della guida escursionistica della Gta in lingua tedesca che fece conoscere per la prima volta le Valli di Lanzo in Germania (la settima edizione, aggiornata, è uscita nel 2016), e nel 2015 proprio noi due abbiamo pubblicato una guida escursionistica sulle Valli di Lanzo (“Die Lanzo-Täler”, Rotpunktverlag, Zurigo) che ha portato nuovi visitatori, molto interessati, nelle valli. Per una gestione moderna e durevole di quest’area è necessario che frazioni, alpeggi e boschi siano raggiungibili con autoveicoli, ma ciò non significa che ogni nuova pista agro-silvo-pastorale debba per forza essere costruita, come oggi si continua a fare.

E allora sulla base della nostra conoscenza delle Valli di Lanzo, e avendo a cuore questo angolo delle Alpi piemontesi così attraente e autentico, ci preme sottolineare quanto segue:

- Al momento della costruzione di ogni singola pista bisogna sempre chiedersi qual è lo scopo a cui questa pista deve servire: la realizzazione di una pista in un territorio boschivo isolato non ha senso se poi il legno viene venduto sul mercato nazionale o internazionale, perché così la regione perde importanti risorse. Una nuova pista ha senso soltanto quando serve agli attori locali per poter realizzare prodotti regionali di qualità, in modo rispettoso dell’ambiente. E questa è la questione dirimente che all’inizio deve essere discussa con tutti i soggetti interessati.

- Le moderne piste sono oggi sovente molto larghe e, per ragioni di costi, costruite in modo poco rispettoso dell’ambiente. Non deve in alcun modo essere così, perché esistono delle alternative: la larghezza di una strada dovrebbe essere determinata sulla base delle effettive esigenze dei futuri utilizzatori. E per tali esigenze spesso non servono strade molto larghe, ma sono sufficienti semplici piste più strette. Quando si costruiscono le piste si deve assolutamente prestare attenzione alla riduzione al minimo del danno ambientale. Non appena la realizzazione della pista è ultimata tutti i danni provocati da tale costruzione devono essere assolutamente riparati e bisogna agire in fretta. Da una parte per conservare l’estetica del paesaggio e dall’altra perché le riparazioni successive avrebbero costi sicuramente maggiori.

- A causa degli scempi ambientali che cagionano, le moderne piste agro-silvo-pastorali sovente sono visibili da lontano, e ciò rappresenta un pesante impatto per il paesaggio. Questo è particolarmente fastidioso nel caso delle Valli di Lanzo, dove le moderne strutture spesso presenti in altri settori alpini (funivie, skilift, edifici a molti piani, linee ad alta tensione) mancano quasi del tutto. Tali scempi ambientali rischiano di indebolire fortemente un elemento fondamentale per l’economia di queste valli che è il turismo escursionistico ecosostenibile.

- In alcune località le moderne piste agro-silvo-pastorali devastano la tradizionale rete dei sentieri, lungo la quale sovente hanno luogo gli itinerari escursionistici. Questa rete di sentieri è costituita dalle mulattiere storiche, un tempo costruite con molta cura e oggi conservate sovente solo in modo parziale. Esse rappresentano un valore del patrimonio culturale unico, perché si inseriscono nel territorio alpino in modo ottimale e palesano una grande conoscenza dell’ambiente. È decisamente deplorevole che questi sentieri non godano in Piemonte di alcuna considerazione, mentre la vicina Svizzera oramai da 30 anni ne riconosce l’alto valore, avendo elaborato “L’inventario delle Vie Storiche/IVS”, e sfruttando così tali sentieri con grande successo al fine di rafforzare il turismo escursionistico ecosostenibile. Nelle Valli di Lanzo gli itinerari escursionistici si snodano ancora oggi su tali mulattiere e questo per i camminatori è particolarmente attrattivo. In alcuni luoghi però le mulattiere sono già state distrutte dalle moderne piste e gli escursionisti sono costretti a utilizzare la pista. Pertanto è importante che al momento della costruzione delle moderne piste i vecchi sentieri non siano distrutti ma al contrario vengano mantenuti in modo consapevole, in quanto patrimonio culturale e attrazione turistica.

- Una moderna pista agro-silvo-pastorale, una volta realizzata, deve poi essere curata e riparata, proprio come devono essere curate le mulattiere tradizionali, perché questo è ciò che esige la specificità delle condizioni alpine. Ciò significa che già al momento della costruzione di una siffatta pista devono essere assicurate la cura successiva e le future riparazioni. E se questo non è possibile la pista non può essere costruita.

Siamo convinti che sia possibile rivalutare in forme ecosostenibili la gestione locale delle Valli di Lanzo, concentrandosi sui prodotti regionali di alta qualità e sul turismo a basso impatto. Appartiene all’essenza del turismo escursionistico anche un ambiente intatto e per questo le nuove piste devono essere realizzate in modo tale da rispettare l’ambiente. Perché gli escursionisti contribuiscono ad animare le Valli di Lanzo pernottando in loco e consumando e acquistando i prodotti locali. In questo modo le valli possono conservare un futuro positivo.
Werner Bätzing e Michael Kleider, Universität Erlangen-Nürnberg

Commenti: 1 commento

  1. alfio antiurti scrive:

    Bravissimi
    Purtroppo anche da dove scrivo,Carnia, spesso le strade forestali non pensano all’ambiente e alla storia. cari di Dislivelli,grazie di esistere.

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